
RGB e CMYK: in cosa si differenziano in pratica
Un monitor emette luce. Ogni pixel è fatto di luce rossa, verde e blu, e i colori nascono per somma: più luce, più chiarezza, e tutti e tre al massimo danno il bianco. Questo è l'RGB.
La carta non emette luce, la riflette. L'inchiostro assorbe la luce, quindi i colori nascono per sottrazione: più inchiostro, più scuro. La stampa digitale e offset usa quattro inchiostri: ciano (C), magenta (M), giallo (Y) e nero (K). Questo è il CMYK.
Tutto il problema nasce da questa differenza. La gamma di colori che un buon monitor può mostrare è più ampia di quella che si può stampare. Si nota soprattutto con:
- verdi e turchesi intensi, quasi fluo,
- il blu brillante (il tipico blu da schermo),
- arancioni e viola saturi,
- pastelli molto chiari e luminosi.
Dopo la conversione in CMYK questi colori perdono un po' della loro luminosità. Non è colpa della tipografia né della macchina: è fisica.
Perché la stampa è diversa dallo schermo anche con un file CMYK
A volte i clienti inviano un file CMYK corretto, eppure la stampa appare diversa dal loro monitor. I motivi sono diversi e di solito agiscono insieme:
- Luminosità dello schermo. Gli schermi di portatili e smartphone sono impostati molto luminosi e con contrasto accentuato. Su carta lo stesso progetto sembra più scuro.
- Nessuna calibrazione. Ogni monitor mostra i colori in modo leggermente diverso. Su due schermi dello stesso ufficio lo stesso file può sembrare due progetti diversi.
- La carta. Sulla patinata lucida i colori sono più vivi, sulla opaca più tranquilli, sulle carte usomano ed ecologiche nettamente più scuri e meno saturi.
- L'illuminazione. Una stampa vista sotto una lampada calda appare diversa da una vista vicino alla finestra con luce naturale.
- Lo smartphone al posto del file. Capita che un cliente approvi il progetto sul telefono e confronti la stampa con una foto ricevuta in chat. Lì confrontare i colori non ha alcun senso.
Per questo, per un colore aziendale che deve restare costante, non ci affidiamo allo schermo ma a una mazzetta colori o a una prova di stampa.

Come preparare un file CMYK, passo per passo
- Inizi il progetto in modalità CMYK se sa che andrà in stampa. Anche la conversione alla fine funziona, ma così vede solo alla fine come cambiano i colori.
- Nella conversione da RGB usi un profilo per carta patinata (per esempio il profilo europeo standard per carte patinate). Se non sa quale scegliere, ce lo chieda e la consiglieremo.
- Dopo la conversione riguardi il progetto e corregga i colori che si sono spenti. A volte basta un leggero spostamento di tonalità per restituire carattere al progetto.
- Imposti i testi neri piccoli al 100% K, senza altri inchiostri. Il nero in quadricromia sulle lettere piccole può creare un alone colorato.
- Faccia i grandi fondi neri in nero ricco, per esempio 100% K con altri inchiostri aggiunti, senza esagerare: la copertura totale non dovrebbe superare circa il 300%, altrimenti la carta può dare problemi e l'inchiostro controstampare.
- Controlli a parte le foto dopo la conversione. Pelle, cibo e cielo sono i punti in cui le differenze si vedono per prime.
- Salvi il PDF di stampa mantenendo il CMYK, senza una nuova conversione in esportazione.
Se invia un file RGB non lo rifiutiamo. Lo convertiamo prima della stampa, ma in quel caso il colore dopo la conversione lo sceglie il profilo, non Lei. Per un normale volantino di solito non conta; per l'immagine coordinata di un'azienda spesso sì.
Grigi, sfumature e fondi chiari: insidie meno evidenti
Non sono solo i colori accesi a creare problemi. Alcune cose si vedono solo su carta:
- Grigi in quadricromia. Un grigio costruito in CMYK in stampa può virare leggermente verso il verde o il rosa. I grigi neutri per testi e piccoli elementi conviene costruirli solo con il K.
- Fondi molto chiari. Una tinta al 3–5% di copertura si vede a schermo ma su carta può quasi sparire.
- Sfumature lunghe. Una sfumatura da un colore chiaro a un altro a volte mostra leggere bande. Aiuta aggiungere un po' di disturbo alla sfumatura.
- Foto da smartphone. Hanno spesso saturazione e contrasto accentuati. Dopo la conversione in CMYK sembrano piatte, quindi conviene correggerle prima.
- 24 hstampa express (gli inchiostri UV non richiedono asciugatura)
- circa 3 giornitempo di produzione standard
- fino a 14 giorniprogetti grandi e su misura con montaggio
Più la consegna con corriere. Ci indichi la data: pianifichiamo la produzione di conseguenza.
Colore aziendale: Pantone, prova di stampa e proof
Molte aziende hanno il proprio colore definito nel sistema Pantone. È una guida a inchiostri miscelati specifici, non un mix CMYK. Alcuni Pantone si riproducono molto fedelmente in CMYK, altri solo in modo approssimativo, soprattutto arancioni intensi, verdi e metallizzati. Ci comunichi il numero Pantone e Le diremo cosa aspettarsi dalla stampa digitale. Approfondimento in colore aziendale in stampa: Pantone e proof.
Quando il colore conta davvero, le strade sono due:
- Una prova di stampa sul materiale reale: un foglio A3 sulla stessa carta della tiratura. Costa circa 13 € IVA esclusa e mostra il risultato effettivo.
- Una prova colore certificata (proof contrattuale): una stampa di riferimento con scostamento cromatico garantito di dE 2 o inferiore. Costa circa 38 € IVA esclusa e fa da riferimento per l'approvazione.
Entrambe sono descritte nella pagina campioni, prototipi e prove colore. Per grandi tirature di brochure o carta intestata, il costo di un proof è piccolo rispetto al rischio di una ristampa.
