
Perché il 100% K su una grande superficie viene grigio
L'inchiostro nero (K) della stampa CMYK non è perfettamente coprente. Sul testo piccolo non si nota, ma su una campitura grande (il fondo di un volantino, un pannello nero, uno striscione con fondo scuro) il 100% K sembra grigio scuro, a volte leggermente marrone o 'slavato'. In più, attraverso lo strato di solo nero traspare la struttura della carta e si vede ogni striatura o imprecisione nella stesura dell'inchiostro.
Sullo schermo non lo vedrà. Il monitor mostra il 100% K come un nero profondo, quindi il progetto sembra perfetto fino all'arrivo della stampa. È uno dei reclami sul 'colore' più frequenti che riceviamo, mentre in realtà il file era semplicemente preparato per il testo, non per un grande fondo. Delle differenze tra schermo e stampa parliamo più a fondo nell'articolo CMYK o RGB.
La soluzione è aggiungere sotto il nero un po' degli altri colori. Ciano, magenta e giallo 'sostengono' lo strato, lo riempiono e danno un nero profondo e saturo. Da qui il nome: rich black, cioè nero arricchito.
Nero ricco: valori tipici e limite di copertura
| Nero | Valori C / M / Y / K | Somma inchiostri | Quando usarlo |
|---|---|---|---|
| Nero puro | 0 / 0 / 0 / 100 | 100% | testo, linee sottili, codici, elementi piccoli |
| Nero ricco neutro | 60 / 40 / 40 / 100 | 240% | grandi fondi, titoli, campiture nere: lo standard sicuro |
| Nero 'freddo' | 60 / 0 / 0 / 100 | 160% | quando il nero deve tendere al blu notte, progetti in tonalità fredde |
| Nero 'caldo' | 0 / 60 / 30 / 100 | 190% | foto e progetti in tonalità calde, marroni |
| Nero di registro | 100 / 100 / 100 / 100 | 400% | mai nel progetto: solo segni tipografici |
Perché non mettere semplicemente tutto al 100%? Perché ogni processo di stampa ha un limite di copertura totale (TAC, total area coverage). La carta patinata in offset accetta di solito circa 300–330%, la carta non patinata meno, circa 260–280%, la carta da giornale ancora meno. Oltre il limite l'inchiostro non asciuga, si trasferisce sui fogli vicini, la carta si ondula e al taglio e alla cordonatura l'inchiostro si crepa.
Per questo lo standard 60/40/40/100 è comodo: dà un effetto profondo e neutro e resta con margine entro il limite di praticamente ogni supporto. Se il Suo progetto ha molto nero su carta non patinata, ci chieda prima dell'esportazione: a volte è meglio scendere a 50/40/40/100.
Una cosa importante: tutti gli elementi neri del progetto dovrebbero avere la stessa ricetta. Se il logo è in 100% K e il fondo in 60/40/40/100, uno accanto all'altro vedrà due neri diversi: una macchia grigia su un fondo profondo.

Quando non usare il nero ricco
Il nero ricco è composto da quattro inchiostri stesi in quattro passaggi o con quattro testine. Questi strati non sono mai perfettamente sovrapposti: un minimo fuori registro è normale. Su una grande campitura non si vede. Su un elemento piccolo si vede subito: contorni colorati, bordi sfocati, un 'fantasma' accanto alla lettera.
Per questo lasciamo in 100% K:
- il testo corrente e le scritte piccole (indicativamente sotto i 12 pt circa, nei caratteri graziati anche più grandi),
- linee sottili, cornici, tabelle, filetti,
- codici a barre e codici QR,
- i testi in negativo su fondo nero: qui faccia particolare attenzione, perché una letterina bianca ricavata in quattro inchiostri si 'chiude' facilmente.
Il testo in nero puro dovrebbe anche essere impostato in sovrastampa (overprint). Così si stampa sopra il fondo invece di ritagliare un 'buco', e anche con un piccolo fuori registro non compare una fessura bianca. InDesign lo fa di default per il campione [Nero], negli altri programmi va controllato.
Il nero nella stampa grande formato e UV
Nella stampa grande formato la regola è la stessa, cambia solo la scala. Uno striscione o un pannello con fondo nero, visti da qualche metro, rivelano subito il nero grigio del 100% K, soprattutto al sole. Per questo sui grandi fondi chiediamo il nero ricco, e il resto lo regoliamo in produzione per il materiale specifico.
Alcune note pratiche dalla nostra produzione:
- La stampa UV polimerizza l'inchiostro subito con la luce, quindi non ci sono problemi di asciugatura, ma uno strato troppo spesso su un materiale flessibile (striscione, pellicola) può crepare quando lo si piega o arrotola. Un nero al 400% su uno striscione è un invito ai guai.
- I materiali retroilluminati (backlit, frontali di cassonetti) richiedono più inchiostro perché il nero non lasci passare la luce. Lo impostiamo noi con i profili di produzione: nel file lasci un normale nero ricco, senza aggiungere nulla 'per sicurezza'.
- La stampa su plexiglass e vetro richiede una base di bianco o uno strato aggiuntivo se il nero deve essere opaco. Anche questo spetta a noi, ma indichi nell'ordine se il nero deve coprire al 100%.
- Tessuti e sublimazione hanno limiti propri: il nero su tessuto appare sempre un po' diverso che su pellicola.
Quando il fondo nero è l'elemento più importante del progetto (showroom di fascia alta, cassonetto con frontale nero), ordini una prova di stampa sul materiale definitivo. Una prova A3 costa circa 13 € IVA esclusa e chiarisce i dubbi meglio di una discussione sui valori CMYK. I prezzi sono indicativi: l'importo definitivo lo confermiamo dopo il contatto.
Nero di registro: l'errore che rovina la stampa
Nei programmi di grafica c'è un campione colore 'Registration' (Registro). Sullo schermo sembra il nero più nero, quindi a volte i grafici lo usano. È un errore. Il colore di registro si stampa su ogni lastra e con ogni inchiostro al 100%, cioè con il 400% di copertura. Serve solo per i segni di taglio e di registro, che comunque stanno fuori formato.
Succede lo stesso quando una foto nera o un vettoriale viene convertito da RGB 'alla buona' e si ottiene qualcosa come 75/68/67/90. La somma supera il 300% e in stampa compaiono colature, trasparenze sul retro e controstampa sui fogli vicini.
Nella preparazione del file il nostro studio individua questi punti nel controllo tecnico (preflight) e li corregge prima della produzione, ma è meglio avere un file in ordine fin dall'inizio: così non c'è il rischio che la correzione cambi il carattere del progetto.
Come controllare il nero nel PDF prima dell'invio
Bastano pochi minuti con strumenti gratuiti o standard:
- Anteprima separazioni / Output Preview (Acrobat Pro, InDesign). Passi il cursore sul fondo nero e legga i valori C, M, Y, K. Il testo dovrebbe avere solo K, i fondi la Sua ricetta di nero ricco.
- Limite di copertura: nell'anteprima separazioni attivi la visualizzazione delle aree oltre, per esempio, il 300%. Se qualcosa si evidenzia, lo corregga nel file sorgente.
- Anteprima sovrastampa (Overprint Preview): verifichi che il testo nero si stampi sopra il fondo e non ne ritagli la forma.
- Foto: anche le parti nere delle fotografie contano nel limite. Nella conversione in CMYK usi un profilo adatto al supporto, non le impostazioni predefinite.
- Logo ed elementi vettoriali: si assicuri che non contengano nero di registro né quattro inchiostri al 100%.
Se non ha Acrobat Pro o non vuole entrare nei dettagli, ci mandi il file: la verifica tecnica è compresa nel prezzo dell'ordine. Come salvare il file lo spieghiamo nella guida PDF per la stampa: impostazioni di esportazione. Se il progetto non esiste ancora, il nostro studio DTP lo prepara subito con le impostazioni corrette.
